sabato 9 novembre 2013


Ognuno reagisce a modo suo. Io oggi faccio così, Ezio, ti saluto come non ho fatto tempo a fare.
Avevo appena cominciato a conoscerti un poco meglio, ora mi sento derubato e vuoto.
Di un uomo buono a cui piacevano le cose belle, quelle che hanno sapore e che si possono raccontare ridendo. Di una faccia larga e sorniona, che con una mano in tasca e l'altra che gesticola mi faceva vedere le cose che avremmo dovuto fare. Di una cena a Spazio, mercoledì. Di una lettura del mio romanzo, che giovedì scorso ho dimenticato di mandarti. Di tutti i treni che avremmo potuto prendere insieme.
Non è giusto.
Senti, facciamo così: tu prepara il tavolo, che quando ci rivediamo ti porto su una bottiglia e tutti i libri che sarò riuscito a scrivere.

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