Visualizzazione post con etichetta babboradio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta babboradio. Mostra tutti i post
giovedì 9 ottobre 2014
Storie del Numero Due: L'anatra volante e il drago
Un giorno l'anatra volante stava passeggiando e sente che la terra si muove.
Però non è che si muove, è che c'è un drago sotto, no?
Un drago che non riesce più a muoversi, perché è un drago d'acqua, e nella sabbia non ci riuscEva.
- Riusciva...
Sì. E con le zampe fa BAM! e trema tutto...
Allora l'anatra volante dice: "Oh! La terra si muove! Cosa ci sarà qua sotto? Proviamo a scavare...".
E allora scava e scava ma non trova niente.
Perché il drago è dall'altra parte.
Ma poi scava ancora e vede che c'è il drago.
E il drago dice: Mhrrr Grrr Brrhg.
E lei: "Ah, vuoi uscire? Allora ti aiuto io".
Così l'anatra volante scava e scava finché il drago non esce.
E vede che è un drago nero.
Poi gli monta in groppa - perché è un drago che non aveva le spine - e gli mette il guinzaglio al collo. E una sella. Come Sdentato.
E vanno.
- Via, verso nuove avventure...
Eh ma il drago non riesce a volare. Perché le ali sono troppo pesanti...
- Era rimasta della sabbia?
Eh, sì, allora l'anatra volante fa un buco nell'ala, la svuota butta via la sabbia e la cuce di nuovo, poi... così le ali sono leggere e può volare. In alto.
E allora incontrano tutti i draghi neri, che lo cercavano. E allora l'anatra volante gli dice: "Ciao, drago nero! Sei arrivato!".
E il drago gli fa
(alza il braccio come un'ala pesante e ride)
Mrg Mrg Mrg
Saluta.
Questa storia si intitola "L'anatra volante e il drago nero".
mercoledì 1 ottobre 2014
Storie del Numero Due: la faccia del leone, dopo.
C'è una zebra che sta brucando tranquillamente. E c'è un toro lì vicino, che la vede e la vuole mangiare...
- Ma i tori non mangiano l'erba?
- Eh sì, però ha un ciuffo d'erba attaccato alla coda, allora...
- Ah...
Ricominciamo. Facciamo che era un leone.
Allora la papera volante, l'aquila e... c'è anche un falco, fanno... guarda!
(Due manine che fanno le ali e si tuffano in picchiata sul marciapiede)
Vanno fortissimo! E guarda cosa fa l'aquila: si toglie una piuma, che è di ferro, e la butta sulla testa del leone!
E poi arriva il falco che... guarda!
(Due manine che fanno le ali e si tuffano in picchiata sul marciapiede)
E il leone scappa, che ha paura del falco. E poi arriva la papera volante che si tuffa nello stagno e poi viene fuori e sputa tutta l'acqua in faccia al leone!
Pensa che faccia, il leone!
Così la zebra è salva.
mercoledì 26 febbraio 2014
I grandi seduttori
Il Normannino, com'è noto, detesta tutte le femmine. Beh, non proprio tutte. Tutte quelle della sua classe. E anche qualcuna delle altre classi. Tutto questo indicherebbe che sia innamorato sostanzialmente di tutte, o se non di tutte almeno di un paio che abbiamo individuato con sicurezza. Che però non arrivano oltre la semplice presenza nei suoi racconti di scuola. Anzi. Se gli chiedi di più, si arrabbia, scappa o ti minaccia di terribili punizioni.
Inutile dire che la Normanna lo istiga senza tregua.
Numero Due, invece, quando non imita pari pari suo fratello, si lascia andare a gigioneggiamenti vari. Due brevi perle:
- A me piacciono, le Winx. Sono belle. Le vorrei tutte. Ma solo il corpo.
- Joanna, vuoi fare la mia fidanzata? Guardami, sono ubriaco...
lunedì 17 febbraio 2014
Storie del Numero Due: The Flyer Duck Commando
C'è un castello. Dentro c'è la civetta che è prigioniera.
C'è una ragnatela fatta di corde fortissime.
E allora la papera volante vola e, con il suo alluce tagliente
??
taglia le corde. Perché lei ha un artiglio fortissimo. Poi mentre è lì vede che c'è anche l'aquila.
C'è una gabbia, legata a una corda, che è legata al soffitto.
E c'è anche la coccinella. Allora la papera volante pensa che deve salvare le sue amiche.
Allora fa pianissimo, che c'è silenzio. Così nessuna gente del castello la sente.
E va dalla civetta.
La civetta si alza in volo e con le ali tzac! taglia la corda, la gabbia cade, e si rompe.
Così l'aquila è libera.
Poi libera anche la coccinella, che si alza in volo con le sue elitre. E dice: grazie.
E allora vanno via dal castello, e la gente del castello non le trova più.
Ti è piaciuta?
giovedì 13 febbraio 2014
Beh, è un'idea: via il traffico auto intorno al Carducci
Del resto, siamo in campagna elettorale. Tradizionalmente, il momento in cui si ascolta di più.
Quindi vado anch'io a dire la mia su una questione che mi riguarda da vicino: la viabilità intorno alla Scuola Carducci.
Non so se avete presente.
Code sempre. Porche Cayenne parcheggiate davanti al Bar Minerva. Genitori isterici che parcheggiano ovunque. Via Palestro come una tangenziale. Vigili che a un certo punto rinunciano anche a dare le multe. Autobus e furgoni incastrati dalla Sisley a piazza Minerva.
Un tanfo di scarico d'auto insopportabile.
Ecco.
Modesta proposta: 4 punti di sosta temporanea coordinati con il Pedibus (chiamiamoli Sosta Pedibus) per lasciare i bambini, al mattino, tra le 7.00 e le 9.00 (che poi diventano carico/scarico merci per il resto della mattinata, magari). Alle fermate del Pedibus predisponiamo volontari che a staffetta raccolgano e accompagnino i bambini ogni 10' per accompagnarli a scuola a piedi.
Dove? Intorno alla Minerva, per chi viene da sud e da nord:
1 - viale Cesare Battisti, lato ovest (Stazione), a 10m dal sottopassaggio e a 50 dal semaforo;
2- viale Cesare Battisti, lato est (edicola), subito prima della fermata dell'autobus;
3 - viale Libertà, lato est (Bar Minerva), due punti: a 50m dal semaforo e, per chi porta i bimbi al San Giorgio, poco prima della scuola.
punto1
Fatti come? Corsie di 15 m. circa, in grado di ospitare fino a 3 auto, una sosta di 30" al massimo, senza intralciare il traffico. Tipo corsia Taxi.
punto 3 - sosta per Carducci
Sicuri? Pare di sì: posto che la Polizia Municipale ci dovrà sempre essere, il camminamento è con sottopassaggio oppure con un solo attraversamento (via Palestro oppure Corso Cavour, davanti alla scuola). Per questo, tra Pedibus e ausiliari della Polizia si può organizzare una buona copertura.
punto 4 - sosta per San Giorgio
Ma così si eliminano posti auto? Sì. Pochi, ma buoni. Fatevene una ragione.
Ma avremo i volontari per il Pedibus? Rispondo con una domanda: avete idea di quanti genitori passano con i bambini a piedi (me compreso) alla Minerva?
Passo successivo: se il traffico lo permette, punti di Sosta Pedibus, in presenza dei Vigili, in via Palestro, per fare scendere i ragazzi di Carducci e Leonardo. Cosa che già accade. Solo che, regolamentata, toglierebbe un po' di scarico dal naso dei bambini. E sacrificherebbe, anche qui, diversi posti auto.
Mi rendo conto che tutto questo è aria, senza uno studio di fattibilità. Ma questa è una città in cui gli ingegneri, gli architetti e i geometri non mancano, vivaddio.
E noi cittadini dobbiamo essere educati ad andare a piedi e a usare più responsabilmente l'auto.
A pensare a soluzioni a un'altezza superiore a quella dei tubi di scappamento.
Quindi vado anch'io a dire la mia su una questione che mi riguarda da vicino: la viabilità intorno alla Scuola Carducci.
Non so se avete presente.
Code sempre. Porche Cayenne parcheggiate davanti al Bar Minerva. Genitori isterici che parcheggiano ovunque. Via Palestro come una tangenziale. Vigili che a un certo punto rinunciano anche a dare le multe. Autobus e furgoni incastrati dalla Sisley a piazza Minerva.
Un tanfo di scarico d'auto insopportabile.
Ecco.
Modesta proposta: 4 punti di sosta temporanea coordinati con il Pedibus (chiamiamoli Sosta Pedibus) per lasciare i bambini, al mattino, tra le 7.00 e le 9.00 (che poi diventano carico/scarico merci per il resto della mattinata, magari). Alle fermate del Pedibus predisponiamo volontari che a staffetta raccolgano e accompagnino i bambini ogni 10' per accompagnarli a scuola a piedi.
Dove? Intorno alla Minerva, per chi viene da sud e da nord:
1 - viale Cesare Battisti, lato ovest (Stazione), a 10m dal sottopassaggio e a 50 dal semaforo;
2- viale Cesare Battisti, lato est (edicola), subito prima della fermata dell'autobus;
3 - viale Libertà, lato est (Bar Minerva), due punti: a 50m dal semaforo e, per chi porta i bimbi al San Giorgio, poco prima della scuola.
punto1
Fatti come? Corsie di 15 m. circa, in grado di ospitare fino a 3 auto, una sosta di 30" al massimo, senza intralciare il traffico. Tipo corsia Taxi.
punto 3 - sosta per Carducci
Sicuri? Pare di sì: posto che la Polizia Municipale ci dovrà sempre essere, il camminamento è con sottopassaggio oppure con un solo attraversamento (via Palestro oppure Corso Cavour, davanti alla scuola). Per questo, tra Pedibus e ausiliari della Polizia si può organizzare una buona copertura.
punto 4 - sosta per San Giorgio
Ma così si eliminano posti auto? Sì. Pochi, ma buoni. Fatevene una ragione.
Ma avremo i volontari per il Pedibus? Rispondo con una domanda: avete idea di quanti genitori passano con i bambini a piedi (me compreso) alla Minerva?
Passo successivo: se il traffico lo permette, punti di Sosta Pedibus, in presenza dei Vigili, in via Palestro, per fare scendere i ragazzi di Carducci e Leonardo. Cosa che già accade. Solo che, regolamentata, toglierebbe un po' di scarico dal naso dei bambini. E sacrificherebbe, anche qui, diversi posti auto.
Mi rendo conto che tutto questo è aria, senza uno studio di fattibilità. Ma questa è una città in cui gli ingegneri, gli architetti e i geometri non mancano, vivaddio.
E noi cittadini dobbiamo essere educati ad andare a piedi e a usare più responsabilmente l'auto.
A pensare a soluzioni a un'altezza superiore a quella dei tubi di scappamento.
martedì 4 febbraio 2014
Storie del Numero Due: A gothic duck tale - il ritorno della papera volante
Posso raccontarti una storia? C'era una volta la papera volante...
(applausi)
...che apre le ali e vola. A un certo punto muore. E un lampo la colpisce e muore.
Perché non ha visto i lampi.
Allora passa di lì un uomo. Un signore che la seppellisce. Fa una tomba... mette una pietra e fa il disegno di una papera che vola sopra.
Perché lei era al cimitero.
??
Lei era andata al cimitero. Per vedere se incontrava altri animali. Una coccinella, un ragno, un topo, una zebra...
Ma morti. Lei prende la pala e li vuole tirare fuori.
Perché per lei è facile farli vivere, poi.
giovedì 30 gennaio 2014
Storie del Numero Due: Real Time
Passa una volante con la sirena accesa al semaforo di Piazza della Minerva.
Guarda! Una macchina della Polizia dello Stato!
Si vede che ci sono dei ladri che rubano le statue.
- ?!
Sì. I ladri rubano le statue dal recinto. E la Polizia li insegue.
Loro guardano se c'è una macchina libera, salgono e schiacciano l'acceleratore. E la Polizia allora sale, schiaccia il pedale e accende la sirena.
Poi, con una pesca... no, con quel bastone che serve per pescare
- Una canna da pesca?
Sì, con una canna da pesca agganciano una statua. Nel bagagliaio.
I ladri provano a staccare la statua, ma non ci riescono.
E il poliziotto dice: "Questa me la prendo io! Ah Ah!".
Poi prende le manette, che c'è scritto sopra "Polizia dello Stato" e le lancia.
Le lancia, e... tlac!
Così cattura i ladri. E rimette le statue al loro posto.
city mep
abaut ze,
babboradio,
bollettino,
pavia,
ruba libre
mercoledì 15 gennaio 2014
Storie (della buonanotte) del Numero Due: Il carro armato blu
C'erano dei soldatini che dovevano passare su un ponte. Sotto il ponte, c'era il fiume con i coccodrilli.
E si erano portati anche il carro armato.
Un bel giorno il carro armato si rompe, e non riescono più ad aggiustarlo.
Così lo danno a un'altra squadra di soldatini. Cattivissimi.
E invece loro vanno in un negozio dove vendono i carri armati e comprano tre biglietti. Anzi quindici.
Uno di loro però rimane senza biglietto. Poi il cassiere ne stampa uno anche per lui, così possono comprare un carro armato tutto nuovo.
E quando li sconfiggono,
- ??
quelli con la maglia blu. Perché i buoni sono quelli con la maglia azzurra, invece quelli cattivissimi hanno la maglia blu.
E sai chi vince?
Quelli con la maglia azzurra.
- E il carro armato rotto, che fine ha fatto?
Quelli con la maglia blu hanno provato a farlo diventare cattivo. Ma lui, niente.
lunedì 23 dicembre 2013
Storie del Numero Due: La coccinella, la zebra e wham! la coda del drago
C'è la coccinella, c'è il drago e c'è la zebra.
La coccinella vive in una bottiglia, in un angolino della grotta. Così quando piove lei entra nella bottiglia e sta al calduccio.
Quando esce il sole spalanca alza le elitre, apre le ali, e vrrrrrrrrr vola.
Poi arriva anche il drago. Che sono amici, però non tanto. Perché il drago fa sempre i dispetti alla coccinella.
Volano, e lui wham! le dà le codate. E lei dopo un po' si arrabbia, e allora con le sue elitre vola lontano.
La zebra, no. La zebra ogni tanto si rifugia nella grotta.
Quando è lì che mangia l'erba, arriva il leone e lei scappa. Corre corre corre, finché arrivano la coccinella e il drago.
Volano, e il drago wham! con una codata lo manda lontano, fino a Katmandu.
Così la zebra è contenta. E ride.
Ieri Numero Due, tutto soddisfatto, guardava il libro sulle coccinelle appena regalatogli dalla zia. Arrivato alla pagina in cui coccinellano (come in foto): "Guarda! Giocano alla cavallina!".
giovedì 19 dicembre 2013
Storie del Numero Due: Shaun the Sheep contro la gallina bionica
Ho fatto un sogno. Te lo racconto.
C'era Shaun the Sheep che dormiva, e a un tratto sente i pulcini della fattoria.
Allora si sveglia e va sul tetto e poi li riporta giù, dalla Gallina.
Le mette le mani sugli occhi, così non si spaventa.
Perché la Gallina dorme, e non ha ancora apriti gli occhi...
aperti...
sì: la Gallina ha gli occhi azzurri, e li apre, e sono tutti completamenti
completamente...
no! Completamenti, perché sono completamente apriti, come due luci azzurre, come i fanali di una macchina.
E un po' si arrabbia, perché i pulcini stanno tra le gambe della pecora magra magra, e non vanno da lei.
lunedì 18 novembre 2013
Storie del Numero Due: la statua della coccinella Lisa
L'anatra volante, l'aquila e la civetta vanno a trovare la coccinella Lisa.
Lei però muore.
Di vecchiaia.
Allora le fanno una statua. Solo che, mentre le fanno la statua, lei apre un'ala
ala che si apre
poi l'altra
ala che si apre (l'altra)
e vola via: Vvvvvvv...
Non era morta, era solo addormentata. Doveva fare dei riposini.
Poi vengono quelli bravi e prendono tutti i pezzi e li portano in discarica.
La mano meccanica invece la portano a riparare.
??
La riparano, come quella del drago. Perché c'era una statua di un drago, con un braccio meccanico e una mano che...
mano che artiglia l'aria, tipo Dottor Destino
stritola. L'ha fatta un uomo che è vissuto tanto tempo fa.
Un po' genio.
sabato 9 novembre 2013
Storie del Numero due: C'è una zebra in pericolo
C'è un'anatra volante che a un certo punto vede una zebra incastrata in un tombino. E allora l'anatra volante, la civetta e l'aquila la aiutano, se no arrivano i topini.
L'anatra vola in alto in alto e prende un mattone e bam,
manine che sbattono qualcosa di pesante per terra
sulla testa del primo topino. Poi arriva la civetta che prende un tronco, grande, e lo fa rotolare e bam!
manine che sbattono qualcosa di pesante sulla testa
sulla testa del secondo topino. Poi arriva l'aquila che con i suoi artigli
manine e bocca che fanno gli artigli
prende la zebra e... la salva.
Poi però arriva un leone. E l'anatra, la civetta e l'aquila lo attaccano, wish push tumsh
calci e pugni all'aria
E lui non ha paura, perché è un leone. Però se ne va. Perché loro aprono le ali e allora.
Ti è piaciuta?
L'anatra vola in alto in alto e prende un mattone e bam,
manine che sbattono qualcosa di pesante per terra
sulla testa del primo topino. Poi arriva la civetta che prende un tronco, grande, e lo fa rotolare e bam!
manine che sbattono qualcosa di pesante sulla testa
sulla testa del secondo topino. Poi arriva l'aquila che con i suoi artigli
manine e bocca che fanno gli artigli
prende la zebra e... la salva.
Poi però arriva un leone. E l'anatra, la civetta e l'aquila lo attaccano, wish push tumsh
calci e pugni all'aria
E lui non ha paura, perché è un leone. Però se ne va. Perché loro aprono le ali e allora.
Ti è piaciuta?
venerdì 8 novembre 2013
Storie del Numero Due: l'anatra volante e il cacciatore.
[Numero Due inventa le storie per divertire il papà, nel tragitto verso la scuola]
C'è un'anatra volante che vola e incontra una civetta e un'aquila. E la civetta e l'aquila le dicono: stiamo andando a cercare del cibo. E allora l'anatra le porta in un posto dove c'è tutto un paradiso di cose da mangiare e loro
manine fin dentro la bocca
gnam gnam gnam. Poi arriva il cacciatore, le vede e pum, spara. E le colpisce alla pancia. Però solo un po'. Non muoiono. Allora scendono e aprono le ali e... wham wham wham
braccia che fanno a cazzotti con l'aria
lo sbattono a testa in giù contro il muro. Fine. Ti è piaciuta?
C'è un'anatra volante che vola e incontra una civetta e un'aquila. E la civetta e l'aquila le dicono: stiamo andando a cercare del cibo. E allora l'anatra le porta in un posto dove c'è tutto un paradiso di cose da mangiare e loro
manine fin dentro la bocca
gnam gnam gnam. Poi arriva il cacciatore, le vede e pum, spara. E le colpisce alla pancia. Però solo un po'. Non muoiono. Allora scendono e aprono le ali e... wham wham wham
braccia che fanno a cazzotti con l'aria
lo sbattono a testa in giù contro il muro. Fine. Ti è piaciuta?
lunedì 28 ottobre 2013
Domenica si vola
Domenica (ieri) anteprima mattutina all'Orfeo, con la Normanna che ci ha portato a vedere Planes, a noi tre maschietti. E poi a inseguire i piccioni in Piazza Duomo.
lunedì 23 settembre 2013
Here comes the sun
Numero Due mentre va a scuola
- Ma oggi non c'è, il sole, papà?
- Sì che c'è, è giorno...
- Ma c'è la nebbia!
- Eh sì, è perché...
- Si vede che il sole sta facendo colazione.
- ...
- Poi si lava i denti, si mette i vestiti tutti gialli e toc toc toc si attacca tutti i raggi, uno per uno.
- Ma oggi non c'è, il sole, papà?
- Sì che c'è, è giorno...
- Ma c'è la nebbia!
- Eh sì, è perché...
- Si vede che il sole sta facendo colazione.
- ...
- Poi si lava i denti, si mette i vestiti tutti gialli e toc toc toc si attacca tutti i raggi, uno per uno.
martedì 20 agosto 2013
Tornati (più o meno)
Mi è capitato già l'altra volta, ma temo che non mi abituerò mai: tutte le volte che torno dalle vacanze a Maratea mi porto un sacco di cose che non ho voglia di raccontare o di scrivere. Sono bellissime, ma sono mie. Un po' quando rivedi le foto della vacanza e ti accorgi che, per quanto bella sia, non rende.
Ecco, il mio sentimento post vacanza è un occhio umano, che funziona mentre funzionano altre cose (odorato, gusto, senso del bello, memoria, tatto dei piedi, etc) e quindi comprende un bel po' di cose, che non è il caso di raccontare. Cosa ne importa ai miei dodici lettori e mezzo, poi.
Per dovere di blog, comunque, e per omaggio a Filo e ai classificari di tutto il mondo, posterò le cinque cose che mi sono piaciute di più (in rigoroso ordine sparso, e un paio sono un po' ovvie).
1. La famiglia: La Normanna e i suoi pomodori, Numero Due che corre sulle macchinine elettriche, Numero Uno che si rompe il labbro e non versa una sola lacrima una;
2. La spiaggia di Marina di Maratea, che insieme ad Acquafredda è stata la destinazione più gettonata (nelle settimane di agosto Macarro e le Nere erano quasi infrequentabili);
3. Nuotare, dato che con quello che mangio sono perfino dimagrito;
4. Le soste e le gite: Perugia e Gubbio, Certosa di Padula e Lago Sirino. Peccato non aver visto Rivello, e mi resta la voglia di farmi un giro sul Pollino.
5. Il cibo e il giardino in compagnia: ecco, qui ci sarebbe tanta roba da dire, ma non ve ne lascio nemmeno un pezzetto.
(in foto, un baule di casa)
lunedì 13 maggio 2013
Il mio primo fucile di qualità
No, ma io lo so che arrivo ultimo. Hanno scritto tutti, e molto meglio di me. Però: io devo capacitarmi delle cose. E non ci riesco. Passa il tempo ma non ci riesco.
E non tanto perché un bambino di 5 abbia ucciso la sorellina di 2. Tremendo, ma - non passerò da cinico per questo - l'orrore della cronaca è anche questo, chiudere gli occhi non serve.
Tutto sta nello scoprire che c'è un'azienda (ma come fa uno a lavorare lì? e a dirigerla?) che mette in vendita (scusate, insisto: ma come fa uno a impostare una strategia di marketing su una cosa così?) un fucile pensato appositamente per bambini.
E bambine: c'è anche quello rosa.
Un fucile vero. Calibro 22. Ci puoi sparare agli scoiattoli.
Cioè: ha una produzione, una distribuzione, una comunicazione a vendere.
Chiarisco il sillogismo:
- i veri americani hanno diritto ad avere un fucile (e a usarlo)
- i bambini dovrebbero essere buoni americani fin dalla più tenera età (5 anni)
- tutti i bambini di 5 anni hanno diritto ad avere un fucile.
Chiarisco anche la posizione marketing (che è il mio mestiere, poi, no?):
- i bambini sono un mercato potenzialmente enorme, i grandi spendono molto anzi moltissimo per i bambini
- il fucile però dev'essere vero, non giocattolo, perché devono essere anche "educati", all'uso del fucile;
- leggero, maneggevole, portatile, smontabile, colorato;
- il loro primo fucile dev'essere di qualità!
Sintetizzo infine i fatti:
- due genitori regalano un fucile - un fucile vero! - Crickett calibro 22 a un bambino di 5 anni;
- il fucile viene abbandonato in un angolo;
- il fucile era carico, e i genitori dicono: "eh non ce ne siamo accorti"; capita a tutti, no? un momento di distrazione, lascio l'AK47 in giro e poi quel monellaccio mi falcia una classe di liceo;
- il fucile è l'arma con cui il fratellino di 5 anni, che non ha e non può avere concezione dell'omicidio, ha giocato a sparare alla sorella.
Niente. Non riesco a capacitarmene. Io non ce la faccio.
martedì 19 febbraio 2013
Nel blu lampeggiante di blu
Che anche Numero Due, come pure era accaduto al Normannino, è svenuto in casa, battendo pure la testa, di fronte a sua madre. Convulsioni febbrili. Altra chiamata al 118. Altro giro al Pronto soccorso pediatrico. Altro spavento.
Le sole differenze: Numero Due non è diventato cianotico, non aveva la febbre alta, non si ammala da un anno e mezzo e io non dovevo arrivare in pullman da Famagosta, ma a piedi, correndo su per la salita senza fiato e con la caviglia che ululava.
E non posso neanche lamentarmi troppo, perché la familiarità per convulsioni febbrili è da parte mia.
city mep
abaut ze,
babboradio,
bollettino,
diario,
pavia
lunedì 11 giugno 2012
Mamuska. [Ovvero: come si stava bene col culo sui ciotoli]
(Non si sa bene perché, questo post non è uscito da qui, e l'ho ripescato solo adesso nelle bozze. Eppure)
lun 21 maggio 2012
Il fine settimana è finito, e con dispiacere, perché ce l'eravamo preparato e poi ce lo siamo gustato per bene. Comincia tutto venerdì sera a BambinFestival, spettacolo inaugurale per ragazzi in una piazza fresca e affollatissima. Normannino in prima fila, Normanna e io seduti per terra poco distante, accanto al passeggino di un Numero Due stranamente intimidito e taciturno dietro buffi occhiali da sole.
Lo spettacolo è la fiaba di Mamuska, fata che realizza i desideri dei bambini, o almeno ci prova, con l'amica Pingua la pinguina, in un ghiacciato e magico reame ai confini del mondo. Lo mette in scena il gruppo teatrale In Scena Veritas, protagonista la bravissima Manuela Malaga ed è così piacevole che anche noi adulti l'abbiamo seguito con occhio da pesce e svagatissimo aplomb. In foto, l'introduzione dello spettacolo.
Sabato di nuovo BambinFestival con il gioco libero coi colori al parco ex-darsena (ma che bello che è diventato), con Numero Due che nuota tra i colori per tre ore, mentre il Normannino e io eravamo al bosco Negri a una festa di compleanno con gnomi veri di sei anni e gnomi fantastici in vena di misteri.
Domenica, beh, domenica cartoni.
lun 21 maggio 2012
Il fine settimana è finito, e con dispiacere, perché ce l'eravamo preparato e poi ce lo siamo gustato per bene. Comincia tutto venerdì sera a BambinFestival, spettacolo inaugurale per ragazzi in una piazza fresca e affollatissima. Normannino in prima fila, Normanna e io seduti per terra poco distante, accanto al passeggino di un Numero Due stranamente intimidito e taciturno dietro buffi occhiali da sole.
Lo spettacolo è la fiaba di Mamuska, fata che realizza i desideri dei bambini, o almeno ci prova, con l'amica Pingua la pinguina, in un ghiacciato e magico reame ai confini del mondo. Lo mette in scena il gruppo teatrale In Scena Veritas, protagonista la bravissima Manuela Malaga ed è così piacevole che anche noi adulti l'abbiamo seguito con occhio da pesce e svagatissimo aplomb. In foto, l'introduzione dello spettacolo.
Sabato di nuovo BambinFestival con il gioco libero coi colori al parco ex-darsena (ma che bello che è diventato), con Numero Due che nuota tra i colori per tre ore, mentre il Normannino e io eravamo al bosco Negri a una festa di compleanno con gnomi veri di sei anni e gnomi fantastici in vena di misteri.
Domenica, beh, domenica cartoni.
giovedì 15 marzo 2012
Babbi patentati
(Post creato per Babboradio, progetto per un nuovo blog che ho poi deciso di abbandonare)
Tema
Siamo cresciuti, io e quelli della mia generazione, con lo schema educativo del tipo lo-dico-a-tuo-padre. Ossia mamma ti cresce in trincea e babbo ti sorveglia dall'alto. Forse avremo incontrato donne dal piglio i-figli-si-fanno-in-due e lavori del tipo non-voglio-che-mio-figlio-cresca-con-la-babysitter.
Da quando sono nati i nostri figli, abbiamo scoperto la sensazione di compiuta felicità di essere padri più presenti e competenti dei nostri e allo stesso tempo la folle paura di non essere altezza del ruolo.
Svolgimento
Non è la prima volta che donne, amiche o conoscenti, mi fanno i complimenti: “Sei un papà davvero super-presente”, “Se mio marito facesse anche sono una delle cose che fai tu, starei a posto”, “Quanto è fortunata tua moglie”. Ora, togliendo di mezzo l'ovvio piacere che fanno i complimenti, a me queste cose mettono in imbarazzo. Da un lato perché mi costringono a presentare delle balbettanti e non richieste difese di mia moglie (“sai, lavora fuori e si alza presto al mattino”) che si sente già abbastanza in colpa quando tarda un poco in ufficio e, perdendo ogni coincidenza possibile, lascia uno o tutti e due i bimbi in compagnia di maestra/nonne/zie/vicini di casa. Dall'altro perché insieme alle cose che faccio, l'aspetto più evidente, ci sarebbe da vedere il come lo faccio – e non è così scontato.
Certo, si tratta di un pour parler, come il tempo in ascensore o il traffico alla fermata della metro. O anche gesti di considerazione, di stima, qualche volta di affetto. Sicuramente senza sottintesi.
Però ogni volta non posso fare a meno di chiedermi se per le mamme e spose esistano dei parametri generali a cui riferire l'esperienza curriculare del buon marito e del buon padre.
Che so: “Pannolino base con minimo due anni di esperienza in parco giochi o al ristorante – punti 50”, “Assenza di calcetto con gli amici nella programmazione settimanale – punti 500”, “Conoscenza principali marche abbigliamento infantile e mappa dettagliata punti vendita – punti 5000”.
Iscriviti a:
Post (Atom)

















