
Okay, vorrei spiegarvi perché ma sarebbe lunga – e non sono neanche sicuro di averlo capito bene. Ma c’è qualcosa che mi ha fatto innamorare di questo libro.


Provate a leggere questa intervista a Elio.
Vediamo se anche a voi fa un po’ effetto sentirlo dire: “Questo Paese non fa più ridere”.
Elio: "Volevo vincesse il principe, sarebbe esplosa la rivolta"



Numero Due è piccolo e morbido, vellutato. È incredibile quanto poco sia stato in ansia questa volta, o forse quanto ho imparato a controllarla. Di certo, da venerdì 29 mattina in poi, continuo a ripetermi “Machecazzo proprio adesso dovevo smettere di fumare?”. La giornata del parto è trascorsa tra mille piccole attenzioni, le successive in una sorta di routine dell’extra ordinario. Da allora molti pensieri, pochissimo sonno e tutto che si riduce tutto a un tratto alla tensione di conciliare i denti dei due ingranaggi del mio tempo, quello della famiglia e del resto del mondo, che viaggiano ora a velocità incompatibili.
Di buono c’è che adesso so come voglio morire. Quando sarà il momento, sogno un tavolone da osteria, di quelli con le panche basse, completamente pieno di pinte di birra senza gas. E due teglie di focaccia di Celle, anzi no due di focaccia e due di pizza - e alla fine una sigaretta.E non solo. Dev’essermi scattato qualcosa l’altro giorno, quando riflettevo sulla mia condizione lavorativa e sul paradosso d’essere un privilegiato ad averlo, un lavoro, e tanto privilegiato da far strabuzzare i miei coetanei – un posto fisso è più raro degli isotopi della kriptonite. All’improvviso ho scoperto che, a coronamento di una lunga e costante guerra di logoramento dei coglioni, sul lavoro mi hanno chiuso l’accesso al blog. Questo blog. Dalla mia reazione – me la sono presa, e non poco – ho capito essenzialmente due cose: uno, che sto diventando paranoide.
È una congiura, non può essere tutto per caso. Vedi, se i Nazisti dell’Illinois - parte di quell’Asse del Pirla che ha preso (e non molla) il governo, il parlamento, l’economia, la giustizia, i trasporti, la televisione, etc. - riescono a insinuarsi anche tra le pieghe del mio lavoro, vuol dire che i Tempi Bui (quelli in cui non funziona più la genteee) diventeranno sempre più bui e che allora è meglio cominciare a pensare al piano B. Fuggire sulle montagne, all’estero, dentro Harry Potter, nei romanzi, in un fumetto può non bastare. Non serve un’uscita d’emergenza, serve un’entrata d’emergenza.
Se non che.
Se non che non so bene cosa fare.
Due, che la distanza tra me e il mondo sta aumentando: come una deriva dei continenti, prima o poi dovrò arrivare a fare delle scelte, non penso che potrò lacerarmi ancora per molto.
Una faccia per andare al lavoro, una per guidare nella neve e nel ghiaccio, una per sopportare il tizio sulla metro, una per tenermi buono un cretino, una per stupirmi ancora, una per arrabbiarmi col custode dell’ospedale, una per guardare le due sciurette impellicciate che rubano il posto in fila alla signora che non ci sta con la testa,
(eccetera)