mercoledì 27 gennaio 2010

Strepitosa Alessandra Daniele!

come sempre, da Carmilla.


- E' vero che Maria Maddalena stava con Gesù?
- Assolutamente no!
- E allora che ci faceva all'Ultima Cena?...
- Ce l'ha portata Tarantini. Gesù non ne sapeva niente, gliel'hanno presentata come un'amica.

da Cittadinanza a punti - leggilo qui.

L'agente spinse il ragazzo ammanettato verso lo sportello.
- Immigrazione clandestina.
- Espulsione immediata - disse l'impiegato, senza alzare gli occhi dal computer.
L'agente strattonò il ragazzo, portandolo via. Un uomo in blu prese il loro posto.
- Stupro.
L'impiegato alzò gli occhi.
- Lei è italiano?

da Processo breve, leggilo qui.


E già che ci siete leggete anche Dittatura del proletariato di Valerio Evangelisti.

Eurispes: il 70% degli italiani si fida di Napolitano. O almeno crede alla sua esistenza.


E dato che non sono Barbareschi (nè Gasparri), ribadisco: è Spinoza .it

martedì 26 gennaio 2010

(Per Andrea Scanzi) Pane e tempesta

In risposta ad Andrea Scanzi, qui.

Caro Andrea, che triste e malriuscito questo Pane e tempesta. Premesso che di Benni leggerei (e leggerò) anche il retro degli shampoo, l'ultimo è decisamente deludente. Hai scritto che qui il Bar Sport chiude, che è un congedo e un amarcord. Io sarò un poco più -come si dice?- tranciante: sembra scritto con gli scarti di due Bar Sport, attorno alla bozza di un romanzo sull'appennino, coi personaggi di altri racconti. Sopravvivono a malapena il Nonno Stregone e Fen il Fenomeno - e poco altro. Il resto è una sfilacciata e inconcludente rassegna di luoghi benniani, una vetrina del tempo che fu. Sembra scritto a forza. Temo di dover esigere di più dall’autore.
Proprio perché ho avuto la ventura di incontrarlo, e proprio perché lo ammiro, lo dico.
A volte guardare negli occhi una persona è illuminante – e il Lupo a maggior ragione, che lampeggia e dardeggia acquoso mentre gli parli, in attesa di decidere se sei caccola dell’universo o esemplare della perduta stirpe della Gente Umana, e in entrambi i casi ti ama generosamente, perché non ne può fare a meno.
Non ho certo la presunzione di conoscerlo, come alcuni tuoi commentatori che lo seguono assiduamente, e neanche l’arroganza di criticare le sue scelte. Però Pane e tempesta è un mezzo disastro e se gli voglio bene lo devo dire. È uno scrittore, non madreteresadell’appennino. Quel che è peggio è che è scritto male. Svogliato, a tratti sciatto.
E qui torno al mio commento: Stefano Benni questo non lo voleva scrivere. O comunque non ci ha creduto. Ed è sintomatico che proprio lui, in un suo libro, dubiti della speranza tanto da far crollare – sconfitto, e senza appello - il Bar Sport e le sue anime. Sintomatico di un momento in cui non è ispirato da nulla. Non ha compreso – questo è il rimprovero che posso muovergli – che il Bar Sport non può morire, perché l’ha immortalato lui. Che il Baol esiste, mica è scomparso. L’ha creato lui, sta nei libri. Lee e i Comici spaventati guerrieri, Tristalia, Carmilla, Brot, Talete e il Ballerino di tango, la pallastrada. Non ci si può congedare da questi mondi: vivranno per sempre. Il suo comico è destinato alla malinconia compiaciuta e fine a se stessa, se cerca di riprendere le fila dei bei tempi andati. Se invece ritrova il coraggio di sperare, che è poi credere nella bellezza degli umili che ruttano per amore al tramonto sorseggiando brani di filosofia, di combattere per quelle poche cose preziose che questi tempi cupi non possono assassinare, allora si tornerà a godere delle sue (nuove) storie. Ma se non ci crede lui per primo, a noi cosa resta?
E una postilla per chi, come Andrea e me, è cresciuto a pane e Benni: io lo stronco perché gli voglio bene. E volergli bene senza manco conoscerlo, senza manco sapere chi è davvero, beh, mi sembra sia abbastanza. Non rompiamogli i coglioni: se avrà voglia di scrivere qualcosa di meglio, lo farà.
E poi, ma proprio alla fine, una richiesta a Lo di esprimersi, se se la sente.

Pane e tempesta
Stefano Benni
Feltrinelli 2009

Nichi Vendola, ah ah ah!


Ah Ah Ah. Cito Suevele e Drunkside per dire: Nichi Vendola alle primarie del PD ha stracciato Boccia, il candidato di D’Alema-wolf-io-risolvo-problemi. Perché? Perché ha governato bene la Regione Puglia. Perché non c’è bisogno dell’Udc di Cuffaro (quello dei cannoli, ve lo ricordate?) per fare politica, caso mai per fare poltrone. E nel Lazio c’è andata la Bonino. Cazzo, due su due. Complimentoni, baffetto. Per citare anche Robecchi: "E’ vero che si diceva che il piccolo Massimo era molto intelligente, ma va detto che lo diceva soprattutto lui”.

lunedì 25 gennaio 2010

Eh già

La celiachia spiegata al Normannino. (Ma perché devono sempre capire prima e meglio di te? )

- ... E papà non potrà più mangiare le stesse cose che mangiate tu e la mamma.
- Quali cose?
- Cose come la pasta, il pane, la pizza...
- Ma allora...
- ?
- Scusa ma posso chiederti una cosa?
- Ehm (stupito) ma certo, dimmi...
- Quando andiamo a Celle tu mangi sempre la focaccia e allora...
- ...
- allora non puoi mangiarla più?
- ...
(groan)

Bravo bambino

Penso di essere un padre piuttosto severo. E che anche la Normanna sia una mamma piuttosto severa. Nel senso che cerchiamo di fare in modo che le regole della casa siano poche, semplici, ma in effetti siamo esigenti nel farle rispettare.
Per esempio nel comportamento a tavola. Nel linguaggio. Nel rispetto degli orari: quando si mangia, quando si va a letto. Su questo cerchiamo di essere irremovibili (vabbè, insomma con un po’ di tolleranza, e ci mancherebbe).
Quando dobbiamo riprenderlo, tanto per dire, abbiamo stabilito di avvertirlo prima due o tre volte: “Guarda che adesso mi arrabbio!”. E anche di contare fino a dieci, perché sia lui stesso a imporsi di obbedire e a evitarsi la strigliata. Poi però, a costo di fingere, ci arrabbiamo davvero.
Qualche volta ho anche finto di tenergli il muso, perché l’aveva fatta grossa e dovevo fargli capire che non viene facile perdonare certi comportamenti. Qualche altra volta, sempre più raramente, arriva lo scapaccione sul sedere.
Naturalmente, tutto questo deve avere a che fare con l’educazione che ho ricevuto io, probabilmente più severa, e sarà lo stesso per la Normanna, ma: quanto stiamo davvero faticando?
Perché ogni tanto ci rendiamo conto che il Normannino è davvero un bravo bambino.
I suoi capricci sono più o meno comprensibili, comunque nei limiti della sua età. Va volentieri a scuola, prende le medicine, dorme quando deve, è prudente nei giochi e bene educato (non dovrei dirlo io, lo so) nel mangiare. Quanto di questo sarà merito delle nostre regole, del nostro amore?
Ultimamente, poi, è straordinariamente dolce e ubbidiente. Sarà per l’imminente arrivo di Numero Due? E allora viene da chiedersi: ma davvero come cambieranno le cose? Il Normannino sarà geloso, certo. Ma quanto, come, riusciremo a temperare le sue intemperanze?
Anche se non lo ammetto facilmente mi cago sott qualche timore ce l’ho.

domenica 24 gennaio 2010

Celiachia


Venerdì la Normanna ha ritirato i miei esami. Quelli che mi sono fatto prescrivere da un ematologo. Mi sento bene, ma prima di Natale avevo troppo poco ferro di deposito e il mio medico ha pensato di farmi fare un bel controllo. Con gli anticorpi della celiachia. E io: "Maffigurati, con tutto il pane, la pasta, focaccia e pizza che mangio...".
Ecco, appunto. Celiaco. Sabato, la mia prima spesa e la mia prima pizza e financo la mia prima birra senza glutine - è sempre meglio farle subito, certe esperienze.

venerdì 22 gennaio 2010

None of us are free if one of us is chained

Allora è andata così: il Lucido Molesto se n’è uscito con un CD regalatogli da Eddie Abbiati (e se non lo conoscete andate a vedervi il sito dei Lowlands, ADESSO). Il disco è Don’t give up on me, cantato da Solomon Bourke, 2002. Grand disco, con pezzi di Van Morrison e Tom Waits. E questo di Barry Mann, tanto per capirci quello che ha scritto We gotta get out of this place degli Animals e On Broadway dei Drifters. Beh, cercatevelo, scaricatevelo, compratevelo fatequelchevoletevelo, ma bisogna sentirla. ADESSO.


None us are free
(Barry Mann, Cynthia Weil, Brenda Russell)

You better listen my brother
'Cause if you do you can hear
There are voices still callin' from across the years
And they're cryin' across the ocean
And they're cryin' across the land
And they will until we all come to understand

(chorus)
That none of us are free
None of us are free
None of us are free if one of us is chained
None of us are free

Well there are people in the darkness
And they just can't see the light
And if we don't say it's wrong then that says it's right
We got to feel for each other
Let our brothers know we're here
Got to get the message and send it out loud and clear

That none of us are free
None of us are free
None of us are free if one of us is chained
None of us are free
Well it's the single truth
We all need to see
That none of are free if one of us is chained
None of us are free

Well I swear to you salvation isn't very hard to find
None of us can find it on our own
We got to join together. Spirit, heart and mind
All the are suffering, knows they're not alone

None of us are free
None of us are free

If you just look around you
You're see what I say
'Cause the world's gettin' smaller each passin' day
Now it's time to make some changes
Now it's time all realized
That the truth is shinin' right before our eyes

'Cause none of us are free
None of us are free
None of us are free if one of us is chained
None of us are free

giovedì 21 gennaio 2010

Certi giorni

Ci sono giorni che (ma al lavoro, neh) ti senti così, come se si potesse smaltire la noia aspettando qualcosa di meglio dalla porta.

lunedì 18 gennaio 2010

Figurine: Cristiano Lucarelli


E in effetti m’era sempre parso strano, uno così.
E lo conferma l’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano: "Sindaco calciatore".

Una famiglia turca di Irfan Orga


Lettura da pomeriggio, lenta e molto soddisfacente. Storia autobiografica dell'autore e della sua famiglia, delle sue meravigliose nonna e madre. Di Istanbul e della Turchia tra due guerre. Un altro mondo, che bisogna conoscere, secondo me. Apre la mente. Consigliato.

Una famiglia turca
Irfan Orga
Passigli 2007

Io ne voglio stare fuori


Ma di che cazzo parlate? Ma dove vivete? Ma siete fuori, fuori dal mondo, dalla vita, dal Pianeta, anzi no fuori da me – statevene fuori da me.

Rosarno in fiamme prima,
Haiti rasa al suolo adesso: la miseria e l’ignoranza, i seminatori d’odio di razza al governo. Catastrofi. Nella dovuta proporzione, catastrofi. E Obama alla guerra. Che succederà? Mezza Africa in fiamme. Che succederà? Abbiamo in ballo sospetti feroci: Dell’Utri mafioso, Berlusconi caudillo, la mafia, la camorra e pezzi di stato a processo. Che succederà? Le fabbriche chiudono. La cassa integrazione finisce. Eutelia, Ispra. C’è la Fiat che si sputtana: mai inteso salvare posti di lavoro in Italia. Che succederà? La scuola è in disarmo, non funziona più. Che succederà?

Niente.

Niente. C’è
Minzolini. C’è Brunetta. Craxi, porco giuda, ti rendi conto: Craxi. Quel catastrofico imbecille di D’Alema. Sai che c’è, che quasi comincia a fregartene di più di chi entra ed esce al Grande Pippaiolo, chi va in tv da Fazio o da Santoro, se Ferrara lo cacciano o la Clerici la pagano a peso, se Avatar è un bidone o una rivoluzione. Ma io non ci riesco. E allora tengo tutto fuori, tutto fuori. Non ce la faccio. Fuori.

Ho altro a cui pensare, altro da fare, adesso.

giovedì 7 gennaio 2010

Stanze


Vacanze di rigoverno e lavoretti in casa: avete presente? Sacchi da condominio, viaggi in discarica, smonta e rimonta, jeans e giacche col metro in tasca, scatoloni fatti e disfatti, Multipla ripiena, schiena da settebellezze. E niente di seriamente cambiato, se si esclude la camera del Normannino, che è diventata deI normanninI: non somiglia ancora a una cameretta, ma è sicuramente molto meno magazzino di prima.
Intanto, una sortita a Milano ha portato a quattro cubi Lazzari (come quelli nella foto, ma senza pois), che piacevano tanto alla Normanna e a me, per contenere i giochi del Normannino. Dato che a Pavia non si trovano, se volete indicazioni utili, chiedete pure.

Trentarighe Sete: lo ze vince la pubblicazione


Lo ze ha vinto il Trentarighe di Gennaio 2010, rivista Fernandel.
Potete leggere Il ciclo dell'acqua qui.
Gli altri racconti pubblicati sul forum, qui.