martedì 29 luglio 2008

Blade Runner

ieri sera mi sono regalato un divuddì.
eppoi me lo sono visto.
aah.
(ndZ: versione the final cut)

Venerdì 17 (ottobre), ore 17

LUCCAUTORI 2008 – XIV edizione
Premio Letterario Racconti nella Rete – VII edizione
16, 17, 18, 19 ottobre.

VENERDI 17 OTTOBRE
Ex corte d’assise Palazzo Ducale – Lucca
Ore 17 incontro con i vincitori di Racconti nella Rete – Armando Barone, Massimo Padua, Paola Azzarini, Davide Crudetti, Lorenzo Mulas, Carmela Tuccari, Anna Pisani.
Intervengono Anna Spissu, Maria Grazia Cofano

mercoledì 23 luglio 2008

Con un altro nome

Nuovo salto di qualità, ed è sempre lei, Alessandra Daniele, su Carmilla.
Da leggere subito.

In hoc signo vinces

Nell'anno di disgrazia 2008, l'Italia modificò il suo statuto di democrazia parlamentare in un'oligarchia autoritaria su base censuaria. Il primo atto formale fu simbolico: l'approvazione di un decreto che nei fatti confliggeva con quanto affermato dalla prima Costituzione repubblicana, ossia che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla Legge. Non si fece nulla, allora, per sanare il conflitto - se non il fatto stesso di negare l'evidenza, sia con mezzi istituzionali che accentuando la pressione sui media, già sotto stretto controllo. Anzi da quella 'breccia' prese l'avvio il programma di Revisione Costituzionale che conosciamo, voluto dalla sola maggioranza parlamentare, complice un'evanescente (se non collusa) opposizione. Questo, pochi anni prima che il sistema-Italia fallisse per opera del Piano Fantasia (come fu chiamato all'epoca) del Ministro Tremonti, che allargò spaventosamente la forbice del reddito. E prima che l'Unione Europea si vedesse costretta a sancire l'espulsione del Paese dal novero dei 25.

martedì 22 luglio 2008

Trentasei



Al Bambino Lungo piace il mare. E nuotare, naturalmente coi braccioli. E poi le onde, la schiuma, i sassi. Dopo un poco di diffidenza, adesso gli piace anche stare a piedi nudi. Come il gattino nero, che infatti è a piedi nudi. Solo che adesso tutti devono andare in giro a piedi nudi. A meno che, chiaro, lui non abbia indosso i sandaletti. Gli piacciono gli animali di plastica: Capobranco (elefante), i rinoceronti i leoni le zebre e le tigri. Sopra tutti il leopardo, che ha le macchie. Li fa giocare tra loro e racconta a se stesso storie in cui ridono. Perché gli animali ridono, facendo ah ah ah. Al Normannino piacciono molto, moltissimo, le cuginette. La grande che gli fa un po’ da mammina, la piccola che, se l’abbranca, non lascerebbe andare mai. E la Pimpa, uno dei corollari alle cuginette. Gli piacciono, poi, lo scivolo, la casettona, la nave dei pirati ai giardinetti. L’altalena, no, non c’è verso. Gli piacciono le storie che gli racconta la nonna, completamente inventate, ché poi non le sa nessuno e tocca chiamarla. È astuta, la nonna. Al Faccione piacciono molto le creme. Per il sole, per il bagnetto, per le morsicature delle zanzare, per i bernoccoli. Piace la pasta, la carnina, il budino di tonno, la frittata. Quando la mangia, mette tutti e due gli indici sulle guance. A mio figlio piace la mamma, com’è naturale, tutta ma con una predilezione per i capelli e le tette. Va da sé che abbiamo gusti simili. Al Normannino piace anche papà, che mordicchia volentieri sul naso e studia, basetta baffi barba (punge) altra basetta pomo d’adamo (grosso). Al papà piace terribilmente tutto di lui, mani piedi pancia faccia testa, in particolare quando guardiamo un cartone e posso annusarlo. Anzi no, respirarlo. E poi quando conta fino a undici, saltando il due e aggiungendo il quaranta. O il trentasei.

mercoledì 16 luglio 2008

martedì 15 luglio 2008

Due anni

Da oggi il Normannino è duenne. Nuota e gioca con le cuginette al mare. La nostalgia è canaglia, e lo sarà fino a venerdì.
Nella foto è bianchiccio e ha ancora i capelli da putto. Alle nuove foto e alle nuove avventure dedicherò presto un nuovo post.

venerdì 11 luglio 2008

Silenzio

Di solito taccio su certa cronaca. Perché a volte il commento insozza la nuda crudeltà di una sorte, e aggiunge niente al niente. Però questa volta scrivo, per ragioni mie, o perlomeno a me ovvie, per sfogare la mia rabbia: per una volta, avrebbero potuto stare tutti zitti. Ma che uomini miseri e cinici, quei preti, e quei parlamentari, senza neanche il pudore di nascondere la propria ipocrisia. Che a una ragazza in coma da 16 anni possa essere sospesa l'alimentazione forzata, è una notizia, chiaro. Il dibattito su testamento biologico ed eutanasia non può che essere aperto.
Ma il dolore che ti strappa via le carni, nel farlo a tua figlia, merita molto più che il semplice rispetto. Avrei preferito che fossero stati tutti zitti, almeno fino a quando non fosse trascorso il suo tempo, e alla famiglia un altro poco di tempo per sopravvivere. Avrei preferito, certo per me ma anche un po' per questa sconosciuta e la sua famiglia, un passo indietro. E il silenzio che accompagna il pensiero, il dubbio, la paura, la compassione.

giovedì 10 luglio 2008

Incroci obbligati

Due notizie, oggi, hanno molto a che fare l'una con l'altra.
Una: la produttività delle industrie è in drastico calo.
Due: l'istat annuncia che le ore lavorative sono già aumentate, ma la produttività non è affatto aumentata.
La notizia zero, che infatti è una non-notizia, è che i salari sono fermi a una quindicina di anni fa.
Per proteggere salari e potere d'acquisto, l'attuale ricetta dell'una e dell'altra parte recita: detassare gli straordinari (in modo che sia più conveniente chiederli al lavoratore, che, ammesso che glieli paghino, guadagna esattamente quanto prima, cioè poco), agganciare le retribuzioni alla produttività (che è agganciata al mercato, ovvio, quindi esposta alle oscillazioni) e infine de-strutturare il contratto nazionale per incentivare la contrattazione regionale, d'area e individuale (lasciando il contratto nazionale come 'tabella di riferimento', in cambio di aumenti legati al 'merito', indice a completa discrezione del datore di lavoro).
In tutto questo, i flessibili sono tutt'ora condannati al precariato.

Riassumendo: io, padrone, non solo voglio e posso, ma a volte sono anche costretto -per abbassare i miei costi- a non assumerti, a chiederti più ore di straordinario, a farmi leccare il culo da te nella speranza che ti aumenti prima o poi lo stipendio, ben sapendo che il tuo salario inadeguato diverrà da fame e ci guadagnerò sì e no qualche spicciolo. E se ti fai male dovrò perdere tempo a formare un altro precario come te. E che non potrò aumentare la competitività, perché quelli più grandi di me, in virtù del loro maggior potere contrattuale e di mercato, mi stritoleranno. E pensa che mi è anche chiarissimo che questi provvedimenti, a cui seguirà presto l'aumento delle ore lavorative settimanali, ore di cui non mi faccio niente perché devo produrre il giusto, non di meno e non di più, li hanno presi per dare potere politico e finanziario a Confindustria e all'oligopolio dei grandi finanziatori dei partiti. Ossia ben sapendo che queste misure andranno ancora in vantaggio a chi ha il vantaggio e a svantaggio agli svantaggiati. Si aprirà ancora di più la forbice, e il divario tra pochi ricchi e massa povera aumenterà. E questo peggiorerà di molto il panorama attuale.

Certo, ci sono altri economisti, che da un bel po' di tempo studiano altri sistemi. Che hanno sostituito da tempo la parola 'crescita' con 'decrescita', 'privato' con 'pubblico', 'pianificazione' con 'una tantum'. Ma che ci vuoi fare, noi mica ci capiamo niente di questa roba.

Ah: e non badate a me, sono solo un piccolo sporco comunista di merda.

mercoledì 9 luglio 2008

Into the wild


Visto in divuddì il film di Sean Penn sulla vita di Alexander the Supertramp. Lento e lungo, ma molto molto piaciuto. Perché -stavolta non lo so spiegare, il perché. Nel film, come immagino nel libro, sono dette e scritte un mucchio di cose. Queste cose arrivano, dritte, precise, esattamente lì dove avevi tenuto un posto per loro. Guardatelo, e poi mi dite se è vero.

Nota bene: a me i suoi amici fricchettoni sono molto, molto simpatici. Nota bene per Nanni, e anche per dria (e forse pure per lucaccì): a voi piacerebbe moltissimo.

martedì 8 luglio 2008

Uno che la sa lunga

A un certo punto, c'è sempre uno che si alza e dice: "Io ne so una più bella".
Leggete Cossiga da corriere.it
Moro condannato (anche) da Berlinguer, la strage di Bologna è una bomba palestinese, la DC che non sa niente di niente, lui che impara a usare il plastico in una Gladio piena di ex-partigiani, i comunisti conniventi con le Br, Tangentopoli orchestrata dalla CIA... e un libro in uscita in ottobre scritto con Renato 'Betulla' Farina.
Speriamo lo legga Spielberg - anche se sembra più materia da fratelli Cohen.

mercoledì 2 luglio 2008

Ultim'ora del 2 luglio

Da Il Manifesto di oggi, le Ultim'ora di Daniele Luttazzi.

- Saccà reintegrato in Rai: è già al telefono col Berlusca.
- Tre giornalisti arrestati per abuso del paragone Veltroni-Donadoni.
- Il cane di Pavarotti ucciso per semplificare la faccenda dei testamenti.
- Boom in borsa dei Futures sulla fame.

Maddai

Da non crederci. Flores d’Arcais, Eco, Pardi e compagnia bella (ricordate? Votavano utile, loro) decidono di scendere in piazza l’8 di luglio (prima, no: era ancora il tempo dei mugugni, evidentemente) contro quel bel pacco di meraviglie post-fasciste che il governo mette a punto (peraltro, specificando che si tratta delle leggi su Giustizia e Stampa, tanto per non confondersi con chi sputtana Veltroni sul tema dei salari o della schedatura dei rom), invitano pure il Piddì (bontà loro: potevano tranquillamente mandarlo a dar via il dialogo), e che fa il buon Uolter? Dice eh no, non ce lo avete detto prima, eppoi le battaglie le facciamo noi in Parlamento.
Dai, elettori utili infinocchiati da questa parodia di kennediano, ammutoliti dal partito di plastica riciclabile, dai venitemi a dire che questa è opposizione. Ditemi adesso che le elezioni le ha perse per colpa della Sinistra Arcobaleno. Che a ben vedere, anzi, le ha perse solo la Sinistra Arcobaleno. Dai, su, non nascondetevi. Fatemi sentire – ora che perfino Famiglia Cristiana ha detto uno, i salari stanno impoverendo i poveri e la politica di Berlusconi è fatta dai per i ricchi, e due, le impronte digitali ai bambini rom è solo un atto razzista – che ci vuole dialogo, che Veltroni è l’unica speranza, che non è vero che andrà a governare con le destre.
Io aspetto. Ma non per voglia di rivincita (e de che?) o per dire “l’avevo detto, io”. Solo per vedere se adesso è tutto chiaro, o tocca aspettare la prossima legislatura per farvi capire che la sindrome Argentina è molto, molto vicina. E non c’entra proprio un cazzo con il tango. Più con i bond, e i vari caudillos che piano piano, in silenzio, si sono fottuti un intero Paese.

Lo schiaffo del soldato

Se l’Inferno esiste - e La Russa ne è la prova vivente – spero che il ministro della Difesa sia condannato in eterno a passare per i corridoi senza fine di una Bolzaneto afghana tra ali di wrestler talebani ninfomani, e che ogni volta che chiami ‘polizia!’ o ‘carabinieri!’ arrivi uno squadrone col tonfa e la tenuta antisommossa e carichi lui, e lui solo, cantando Bella Ciao.