venerdì 31 ottobre 2008

Virginie? Ecco, approfondite

La mia amica virginie approfondisce il Gelli-bizness con enfasi e padronanza.
Leggete il suo post qui.

LICIO GELLI CONDUCE VENERABILE ITALIA

Il presente articolo non è di Cuore - settimanale di resistenza umana, è del Corriere.
Pensando alla Guzzanti vien da dire: la satira è realtà, la realtà è diventata satira.
Tempi grami, n'est pas?

Su Odeon tv da lunedì alle 22.20
Gelli conduttore in tv: «Venerabile Italia»
Il «Maestro» della loggia massonica segreta P2 condurrà un suo programma. Ospiti? Andreotti e Dell'Utri

MILANO - È ricordato principalmente per essere stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. Per cui il titolo della sua trasmissione non può che essere «Venerabile Italia». Sottotitolo: «La vera storia di Licio Gelli». Quindi Licio Gelli sbarca in tv. Avrà un programma tutto suo da lunedì, alle 22.20, su Odeon tv .

IL PROGRAMMA - Sarà proprio il maestro della P2 la «voce narrante», assieme a Lucia Leonessi, di una «ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo, «dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano». Il programma, presentato venerdì ufficialmente a Firenze, vedrà anche la partecipazione di personaggi politici e storici come Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri. Nella prima puntata parlerà di fascismo.

CHI È GELLI - È ricordato principalmente per essere stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. È stato camicia nera, ha aderito alla Repubblicà di Salò, qualcuno ipotizza che Gelli era molto vicino alla Cia. È stato accusato di aver un ruolo in «Gladio», amico stretto del leader argentino Peròn. Dopo la scoperta della P2, fuggi in Svizzera dove fu arrestato mentre cercava di ritirare decine di migliaia di dollari a Ginevra, ma riuscì ad evadere dalla prigione. Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel 1987. Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e Bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano è stato condannato a 12 anni).

corriere.it 31.10.2008

giovedì 30 ottobre 2008

Piazza Navona, 29.10.08: arrivano i nostri

Al Tg 1 (e non parliamo degli altri), su Corriere e La Stampa si è titolato e detto: scontri tra studenti. NON è vero. Questo il racconto di Curzio Maltese, inviato di Repubblica, testimone oculare. Ve ne posto un estratto, l'articolo completo è qui. Vi prego di far circolare questa sua testimonianza, perché -come detto più avanti da un'insegnante: se me lo avessero detto, non ci avrei creduto. E ancora: i poliziotti che lasciano passare i neofasci con le spranghe e poi dicono: arrivano quelle merde di comunisti, andiamo a proteggere i nostri.
Ora è chiaro o no il livello dello scontro? Ora è chiaro o no che Cossiga non ha parlato perché ha dimenticato la pastiglia? Ora è chiaro o no che cosa si può fare da Genova in poi?

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

martedì 28 ottobre 2008

ZE QUESTION! PER UN PALMO DI BILE

In quest’autunno angosciante, torna ze Question, il sondaggio inutile, per dare voce alla pura e semplice bile. Gli zesitiani sono in piazza, incazzati come belve. A queste belve vorremmo dare in pasto le 5 peggiori incazzature di questo periodo.
Potete assegnare il Palmo d’oro a una o più opzioni tra quelle suggerite, o anche aggiungere altre opzioni rispondendo a questo post.
E allora avanti, cliccate: Cosa vi fa incazzare di più?

Nel prossimo sondaggio sarete chiamati a votare la soluzione alla causa delle vostre incazzature. ndZ

lunedì 27 ottobre 2008

Le invasioni Normanne


Barbaro e Barbara, padroni di casa, hanno invitato due playmobil a cena. Quello bianco è il capo dei pompieri, quello azzurro è il suo amico. I loro bambini, Emma ed Eugenio, preparano la tavola, mentre mamma e papà orsetto, che vivono nella casa assieme a loro, sono impegnati a fare il bagnetto ai loro tre orsettini - sotto l’occhio vigile della giraffa, che è l’unica che arriva al piano di sopra e non si sa mai. All’improvviso, arrivano il leopardo e il leone con qualche amico. Le signore leonesse e le signore tigri, che ciaccolano facendo convenevoli.
L’ippopotamo, che è bravo a cucinare, si mette subito ai fornelli e prende la carne dal frigo, mentre il leone, che non è cattivo ma è un pigrone, si aggira intorno alla tavola con aria annoiata. Il leopardo si impossessa subito del carrello porta vivande e serve a tavola. La zebra improvvisa al pianoforte ‘Tutti quanti voglion fare jazz’ e la serata si anima. Tutti ballano. Arriva anche l’elefante, che però senza volere manda gambe all’aria mobili e ospiti. Nel frattempo il Normannino, che è molto bravo in cucina, quasi quanto l’ippopotamo, prepara una frittata di sei uova con focaccina insalata piselli pomodoro torta brioche spinaci. E così possono mangiare anche Pandino, Pandone e la scimmietta Rosita.
Alla fine della festa, passa il camion della spazzatura: Barbaro si mette al volante, Barbara Eugenio ed Emma prendono posto nel cassone.
Di lì in poi se ne perdono le tracce.

da Le Storie della Casetta, Normannino editore

+1400 mio per Expo, -1400 per fondo Università

Dal sito di Inchiostro: giornale degli studenti dell'Universtità di Pavia. Coincidenza straordinaria, ma al di là dell'illazione, è tutto molto, molto significativo. ndZ.

Estratti dalla legge finanziaria (l. 133, 6 agosto 2008, pubblicata il 21 agosto 2008)
Articolo 14, comma 1:
Art. 14.Expo Milano 2015
1. Per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015 in attuazione dell’adempimento degli obblighi internazionali assunti dal governo italiano nei confronti del Bureau International des Expositions (BIE) e’ autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2009, 45 milioni di euro per l’anno 2010, 59 milioni di euro per l’anno 2011, 223 milioni di euro per l’anno 2012, 564 milioni di euro per l’anno 2013, 445 milioni di euro per l’anno 2014 e 120 milioni di euro per l’anno 2015.
Articolo 66, comma 13:
Art. 66.Turn over
13. […] Nei confronti delle università per l’anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a)della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.
Ora, se fate bene i conti potrete notare che l’EXPO 2015 riceverà, dal 2009 al 2015,
1486 milioni di euro mentre il Fondo di Finanziamento Ordinario degli atenei italiani verrà ridotto, dal 2009 al 2013, di 1441,5 milioni di euro. (...).

venerdì 24 ottobre 2008

Tanto per dire: e poi ci sono persone così. Ayala a Pavia

Dalla Libreria Il Delfino di Pavia.

“Rientrato in magistratura dopo tanti anni di Parlamento, mi è capitato di dover redigere una sentenza di condanna per il furto aggravato di nove galline ovaiole e un gallo.
Nel generale imbarazzo sono scoppiato a ridere. Ma non ero solo.
Ho sentito Giovanni e Paolo farlo con me.
A crepapelle.”

Giuseppe Ayala
CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO
Mondadori

“è bello morire per ciò in cui si crede;
chi ha paura muore ogni giorno,
chi non ha paura muore una volta sola.”
Paolo Borsellino

Lunedì 27 ottobre, ore 21 Collegio Ghislieri.
Interviene Ernesto Bettinelli.

Tanto per dire: Cossiga, con la 'C'.

Vecchio e rincoglionito? Sicuri che sia il solo, a pensarlo? Io non ho dimenticato Genova.

dalla rassegna stampa di governo.it

Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008
INTERVISTA A COSSIGA
«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»
di ANDREA CANGINI - ROMA

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.
Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

Nel sito del Governo è poi sparito un passaggio ("Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale"), diciamo più espressivo, sostituito da quello che avete letto.

martedì 21 ottobre 2008

Dead Red

Alessandra Daniele si cimenta con un classico nel classico (Io sono leggenda di Richard Matheson).

Leggete, leggete qui, su Carmilla.

Cinque più uno


Quella donna è un quadro e quell’uomo un telefilm. Lei legge sotto il cappello da signora, in un vestito alla Edward Hopper. Lui schianta la noia col PC in grembo e ha la faccia di Poncharello. Accanto a me c’è una ragazza magrobiotica in borsa di tela grezza, col suo ragazzo alto e scuro col piercing. Ho già visto anche loro: Caterina di Virzì tinta di moro e uno dei Friends, ma più grasso e pugliese. Ma è lei che mi interessa, stasera. Nel finestrino, riflessa, la osservo guardare fuori senza vedermi.
Mrs. Hopper è segretaria all’università, è tedesca, 52 anni. Non ha figli, ma un marito coi capelli bianchi che insegna alle medie educazione tecnica. Ponch è ingegnere alla Bicocca e vola con il simulatore craccato in ufficio. Ha una fidanzata quasi avvocato, si sposano a maggio. La ragazza ha in testa il suo gruppo di teatro, tenuto da uno che veste televisivo e parla come un guru. Il ragazzo ha un’altra, che però sta col chitarrista dei Regatta Punkiazza, e finché non lo molla.
Ma lei no, perdio, lei non so chi è. Non riesco a farle la storia, se la fisso e mi scavo dentro non trovo niente. Possibile, mi chiedo. Da dove vieni, amica mia, amore.
Quel cappello, la donna non lo appende, lo appoggia. Il soprabito, quando entra in ufficio, lo tiene al braccio. Ponch stasera alzerà la borsa sulla testa per andare a casa in bicicletta. La magrobiotica appena a casa si rollerà una canna. Il ragazzo spera proprio che gli dica non ho voglia di uscire, così lui può farsi una birra col Gabo, e magari c’è anche la tipa.
Lei invece mi siede in fronte e non sa. Potrei non scendere, e chiederle da quale diavolo di pianeta vieni, tu. Potrebbe anche sorridere, potrebbe innamorarsi. Ma non siamo in un film, e già sulla banchina la pioggia mi sta lavando via le tracce della sua bellezza.

ndZ: Scritto per partecipare al Trentarighe di ottobre, tema 'non ce la faccio' - Fernandel. E qui accompagnato dall'immagine che ne ha ispirato una delle citazioni.

mercoledì 15 ottobre 2008

Welfargli male davvero

Se l’Inferno esiste – e se la giustizia non è un’opinione - il Sacconi manganello dei padroni e Brunetta caporaletto della PA si troveranno a farsi paracadutare per l’eternità in uno sperduto villaggio del Sudan come schiavi in catene e trastulli di una banda di diavoloni guerriglieri cocainomani comandati da un ragioniere psicopatico che parla a colpi di machete. E ogni volta che li paracadutano, l’irragionevole sollievo d’esser stati spostati in un posto diverso, migliore. Dove almeno gli prenda il telefonino, per dire.

NdZ: cliccate sul nome di Sacconi e leggete che bella idea ha avuto.

lunedì 13 ottobre 2008

9 ottobre 1967


Sono stato a lungo in dubbio se lasciare o meno che altri e più intelligenti e più preparati di me scrivessero qualcosa sull’anniversario della morte del Che o se finire anch’io nel mucchio dei dozzinali commemoratori da blog. Ho scelto la seconda: mi andava così.
Dall’anno in cui decisi che avrei dovuto leggere almeno una delle biografie (poi ne lessi tre, poi Latino Americana e poi Diario in Bolivia) per sapere qualcosa di Ernesto Guevara de La Serna, la figura di quest’uomo mi ha agganciato col suo bel sorrisone e la sua umanità, così terribilmente completa.
Rugbista con l’asma, antimperialista e fan della coca cola, rivoluzionario che si fa paracadutare sulla Sierra il mate dalla zia, pacifista e comandante in battaglia, argentino e cubano, medico rigoroso che non simpatizza col sapone, ministro dell’industria che sa appena far di conto… un uomo che delle sue contraddizioni ha fatto una leggenda, e quel che è più importante, una verità. La sua storia è da ricordare perché la sua memoria è un capitale straordinario di slancio verso i propri simili.
Il suo brazo libertario e le sue paure, il suo straordinario senso etico e i suoi dubbi, la sua idea. Tu, querida presencia.

giovedì 9 ottobre 2008

mercoledì 8 ottobre 2008

Lucarelli, Holt, Giordano

Consigli di lettura veloci, senza indugiare troppo.

L’ottava vibrazione, Carlo Lucarelli, Einaudi 2008
Mi dicono il suo romanzo meno amato, comunque deludente. Io l’ho trovato molto buono, invece, nella trama e nell’intreccio, nell’atmosfera soffocante (affresco storico?) e nel tratteggio dei personaggi. C’è un finale che farebbe discutere e che io trovo grottesco: nel senso che ha scelto il modo più chiaramente fastidioso, urticante e umorale per chiudere una piccola epopea – che dal vivo fu probabilmente anche più grottesca di così. Scelta comunque criticabile, caro Carlo. Se l’ho capita, non mi fa impazzire. Ma resta il piacere di ore spese bene.

Quello che ti meriti, Annie Holt, Einaudi 2007
Poliziesco come dev’essere, direi. Sembra di leggere il DVD di un buon thriller all’americana, anzi no perché al posto di Denzel Washington e Jodie Foster hai due finlandesi. La scrittura è di genere, qualche passaggio fiacco/sentimentale, ma poca cosa: come lettura leggera, è interessante. Tra l’altro, pare vadano di moda, oggi, i finlandesi.

La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano, Mondadori 2008
Netto, pulito, essenziale. Ma un po’ compitino. Mi spiego: la storia è per metà interessante e per metà meno, ma ritmo sorprendentemente incalzante. Difficile smettere di leggere. Il suo segreto è la semplicità, e su questo Giordano ha lavorato con grande sensibilità. C’è il trucco, però: è una bella metafora esistenziale svolta come un tema scolastico. Oddio, se tutti i trucchi fossero così, ben contento; certo, avremmo tutti voluto di più, da un’idea affascinante e da un universo ancora inesplorato come la solitudine. Ma è comunque un discreto romanzo, un esordio da leggere. Non un imperdibile capolavoro, non fatevi fuorviare dai premi.

martedì 7 ottobre 2008

Blog e Nuvole

Partecipo al concorso Blog e Nuvole con questo racconto.
virginie? suevele? dria? rapida, vai a leggerti subito il regolamento. è un ordine.


Nero

Ha la bocca nera di fumo e gli occhi che bruciano. Ma non molla. Piega la testa, chiude l’occhio, libera l’indice e aggancia il grilletto. Conta fino a cinque, immobile. Mozza il respiro. La porta è sotto tiro, nessuno esce. Non c’è nessuno. Nessuno giù, fino in fondo alla strada. Nessuno grida. C’è solo fuoco che crepita. E fumo nero, fumo nero a vampe.
Spezza un colpo di tosse nell’incavo della spalla, riprende a mirare, non riesce. Mano sugli occhi, spreme lacrime alle ciglia, giù di nuovo. Gli altri, dove sono.
Poi una raffica quasi gli spacca le orecchie. Lui si copre la testa col braccio, è aggrappato al fucile, serrato tra l’inguine e il petto. Sparano, alto. Striscia sui coppi al riparo dell’abbaino, si alza piano. Il campanile. Cerca con gli occhi la strada, e intorno, e in quel momento la vede.
Una donna, nuda. Piegata, i polsi legati dietro la schiena, i capelli rasati. Attraverso la finestra sfondata. È completamente nuda. La sua pelle bianca è così abbacinante che non riesce a staccarle gli occhi di dosso. Balletta oscenamente in tondo, per liberarsi dai legacci. Chi è, prigioniera, puttana, viva. Poi lei alza gli occhi e lo vede. Arretra. Grida. E qui, indica con il capo ai suoi piedi, qui.
Lui esce e attraversa la strada, schiaccia le spalle al muro sotto quella finestra. Il fumo nero lo nasconde al cecchino. La donna è là sopra, guarda giù. A gesti lui grida buttati buttati. Lei lancia una gamba oltre la finestra. Torce la pelle bianchissima e scarna sul muro, poi mette il sesso a cavallo, e l’altra gamba il ginocchio. Poi parte un colpo.
La donna gli cade davanti in uno schianto di carne e di ossa. La pelle bianchissima si stringe nel nero. La pozza nera, lenta, si allarga. Altri colpi, volano pezzi di intonaco. Lui non riesce a muoversi. Se non torna il fumo, lo colpiranno.

Francesca Violi

Forse qualcuno si ricorda che partecipo a un concorso letterario mensile per racconti brevi, intitolato Trentarighe, sulla rivista Fernandel. Vi segnalo i racconti di questa ragazza. Con il suo consenso, pubblico l'ultimo e a fondo pagina vi faccio leggere gli altri due sulla rivista. Cliccate e divertitevi.

La grande occasione
di Francesca Violi

Applaudono, nell'atrio della scuola, e la preside gli tiene la mano sulla spalla. Il piede nel gesso gli fa un prurito feroce. Applaudono lui, Benassi Luca, prima B. E lui sorride, che deve fare. Ieri sera la mamma ha registrato il servizio del TGCity e l'ha riguardato sedici volte: «L'ordigno, di fabbricazione artigianale, poteva provocare ingenti danni, se non addirittura una strage...» Appoggiàti al muro in fondo, Pioppi e gli altri lo guardano malissimo. Addio alla sua grande occasione! Non sarà mai dei loro. Era stato chiaro, Pioppi: Se scazzi, tanti saluti. Però non è giusto, cavolo. E' colpa sua, se l'hanno beccato? E' Asad che si è perso via a taggare l'attaccapanni invece di stare di guardia come si deve! Tre settimane, ci aveva sudato sopra - che son buoni tutti a trovare le istruzioni su internet, ma poi è mica facile fabbricarne una in casa senza farsi sgamare, No, niente, sono i compiti di scienze, mamma. Così, la miccia già accesa, stava proprio per calare l'ordigno nel water quando bam - la porta! il bidello! Per qualche attimo, uno più interdetto dell'altro, si son guardati negli occhi. Il bidello ha simpatia per lui: ogni tanto gli passa un sacchetto di cipster gratis. Dice che gli ricorda com'era lui alla sua età. Cos'altro poteva fare? Ha strillato come una gallina. Aiuto la bomba! Poi l'ha buttata nel lavandino, la sua bambina, che quasi gli vien da piangere, e l'ha affogata sotto un getto d'acqua, sempre agitandosi e spruzzando dappertutto per fare più scena, Aaah, uuuh! «...nella concitazione il giovane Benassi è scivolato sul pavimento bagnato, procurandosi una frattura del...» Quaranta giorni di gesso. Luca non resiste, si china e si gratta con furia. Benassi lo sfigato. Benassi il loffio. Dalla sua postazione il bidello gli fa pollice in su.

tema: non ce la faccio
mese: ottobre 2008
Premio Scrittori Trentarighe

leggete anche: Sulla spiaggia e New Year Trend Party-Altri dodici mesi con noi!

SCIOPERO GENERALE


il 17 ottobre io sciopero.
voi che fate?

TRENTA PER CENTO


Qualche nota per non farvi pigliare per il culo da giornali e telegiornali.
Il trenta per cento di votanti (di cui il 95% ha votato contro il Dal Molin) a Vicenza è un successo strepitoso.
Ma ci stanno mandando a dire, in coro, che il 70% invece vuole la base. Nulla di più falso.
Perché è stata una consultazione non ufficiale, allestita da volontari, in tre giorni e senza alcuna campagna informativa - tutto perché si nega a una cittadinanza il diritto di esprimersi via referendum su un tema di interesse comune.
E nonostante ciò, sono andati in migliaia a votare.
E poi, banale: non votare non equivale a dire no, magari diciamolo a quelli che prima di questo voto dicevano che non avrebbe avuto alcun valore e ora si tengono stretto il settanta per cento di astenuti come un totem.
Senza vergogna.

Amen




giovedì 2 ottobre 2008

Mi rullano di cartoni



Pur nel guano montante, sane risate: ed ecco lo ze che diventa cartoon. Fronte, e retro. Nei panni di un medico caciarone al fianco di un sedicente (e giovane) alec guinness. Credits: l'Ultimo dei Miei Fans all'ideazione e coercizione, raffi, nico and co per la realizzazione, supervisione a cura dell'agente kappa.