venerdì 28 marzo 2008

Cittadella, secondo estratto

Ancora da Il Manifesto di ieri. Ho già espresso il mio apprezzamento per il quasi-ex ministro torinese, valdese, formatosi tra i metalmeccanici in cassa integrazione. Oggi corre in Veneto. Per chi fosse interessato, c’è il suo aggiornato e leggibilissimo blog: paoloferrero.it
Paolo Ferrero, ministro del Prc e capolista della Sinistra Arcobaleno in Veneto 1, fa davvero campagna elettorale con uno spirito immutato. Domani mattina torna a volantinare davanti alle fabbriche dell'Alta padovana, dove il lavoro miete vittime e le tute blu hanno spesso la faccia dei migranti. [...] Già che c'è Ferrero annuncia il secondo decreto legge del governo sui flussi: «E' noto che avevo avanzato in consiglio dei ministri una semplice proposta: permesso di soggiorno a tutti coloro che hanno un lavoro. E' la stessa soluzione di buonsenso adottata da Sarkozy. Purtroppo, sono rimasto in minoranza. Ora almeno diamo una risposta ad altri 170 mila lavoratori migranti sugli 800 mila per cui i datori di lavoro hanno presentato domanda alla fine del 2007»

Agrigento, primo estratto

Da Il Manifesto di ieri, una lunga e interessante intervista a Veltroni.

Nel caso di sconfitta, con la sinistra arcobaleno c'è possibilità di accordo comune all'opposizione? No, io credo che ognuno deve fare l'opposizione sulla base del proprio programma e il nostro è diverso dal loro: dopodiché ci saranno temi sui quali potremo lavorare comunemente. Ma l'idea che lo stare insieme sia il fine non è più praticabile e lo dico nell'interesse reciproco, perché la sinistra radicale viveva una sofferenza indicibile dentro l'ultimo governo. Quando poi sento evocare la «lotta di classe», mi sento di chiedere: «Scusa tu vuoi far la lotta di classe ma com'è che avevi Mastella ministro della giustizia? Come facevi la lotta di classe con Mastella?» E, poi, in una società che è così tanto cambiata, come si fa a riprodurre quegli schemi?In questo modo anche le proposte di programma rischiano di essere un po' vaghe e poco credibili...

elecscion dei 3: voto Sinistra Arcobaleno

S’era già capito, lo so. Alle elezioni voterò i Colorati, ché Veltroni lava un po’ troppo bianco e il resto per me non conta.

Principali motivi:
- la proposta su salari e pensioni è la più convincente;
- sostiene la riduzione delle spese militari;
- estero: riconoscere il kosovo è (stato) un errore; graduale ritiro e azione diplomatica in Afghanistan; Israele nei confini 1967, due popoli e due stati; azione diplomatica internazionale per Tibet;
- no Tav, no Dal Molin.

Al Senato c’è Rita Borsellino.
Alla Camera, mah.
Il programma lo trovate su sinistrarcobaleno.it (link polilabo, qui a fianco, sopra il link al sito del Piddì, per fare il confronto tra i due programmi).

giovedì 27 marzo 2008

Minoranze

vorrei postare il risultato del giochino di Repubblica.it. ma l'immagine non si adatta al layout e il risultato è inguardabile. così cerco di supplire a parole.

Io sono qui
più in là di Bertinotti, dalle parti di Ferrero, passando per Vendola. all'angolo tra laicissimi e progressistissimi. con un occhio ai metalmeccanici e vis a vis coi movimenti.
praticamente non conto un cazzo.

martedì 25 marzo 2008

Tempo di Guerra e Geneconomy

Su, su: andate subito a leggere i due nuovi racconti di fantascienza di Alessandra Daniele. Brevi, beffardi: un antidoto naturale alla paralisi delle sinapsi.
Li trovate qui, su Carmilla.

Lo sciocco perpetuo

Statista, ossia: uomo di Stato. L’uomo della svolta di Fiuggi. Il capitano dei destrorsi che amano l’uomo forte e presentabile. Il fine artefice della (ex)fortuna di possidenti agrari ed edili, acquaioli, statali e poliziotti. Piace, piace sempre, piace anche ai sinistri, il Gianfranco Fini. Ebbene, dovrò espormi al vostro biasimo, ma: quest’uomo è un imbecille politico. Consolidato ormai il suo bacino elettorale, allontanati i Rauti e le Mussolini, gli Storace che gli fanno cenerina la faccia abbronzata -insinuano maligni sospetti nelle buone famiglie che ama rappresentare- il Loro (nostro non me la sento proprio di dirlo) alle elezioni 2008 si trova una legge col proporzionale e mani libere dalla coalizione. È il Suo Momento: schiera i migliori cervelli di AN e scatena i suoi neuroni di fine stratega e audace tattico. Candidarsi a premier per far superare ad AN il 10%, raccogliendo i delusi da Berlusconi e gli scontenti del Centro? Cannibalizzare finalmente l’ingombrante nanobandana e puntare con decisione a riconquistare l’enorme bacino elettorale della destra, facendo finalmente il salto da ex-fascista a conservatore, reintegrando anziché disperdendo il patrimonio della destra sociale? Sbarazzarsi una volta per tutte dei cialtroni leghisti? Capitalizzare il suo prestigio personale, incentrando la campagna sull’uomo saldo, la nazione, la destra vera? No. Lui è avanti. Eccola qui, l’idea, il colpo di genio dello statista: seguire Berlusconi qualunque cazzata lui dica. Quasi scioglie il suo partito (il Pdl, ovvio, è un cartello elettorale, ma non mettere il simbolo dev’essergli costato caro) in una Forza Italia che smaccatamente candida chiunque non stia sui coglioni a Berlusconi e aiuti a fare notizia, accetta la candidatura di Lombardo in Sicilia, vede entrare la Lega nel suo nuovo partito e assiste impotente a comizi che parlano di secessione armata (anche questa è una sceneggiata, lo sappiamo: ma il suo partito non si chiamava “alleanza nazionale”?) e tanto per non farsi mancare l’ennesima umiliazione, corre di nuovo con la Mussolini e Tilgher. Con la Santanchè che gli sventola davanti cosce (sue) e teste rasate (dei ‘bravi ragazzi’ di Forza Nuova) additandolo come ‘la vecchia politica’. Il servo non è mai stato così sciocco.

giovedì 20 marzo 2008

Ze program/4: WELFARE, AS, ATUM, AVI, ARE

Scusandomi per il ritardo con cui aggiorno il blog, ecco che si scende nell'arena.
Premesso altrove la riforma della legge 30 si fa con una complessiva riforma del Lavoro e una pianificazione delle attività di sviluppo nel settore pubblico, declino l’argomento Ministero per il Lavoro in quello che pare, lo so, una lista della spesa per associazione di idee:
- tassazione rendite finanziarie;
- tfr e fondi privati: legge di trasparenza bancaria;
- occupazione: incentivi imprese che creano posti di lavoro (non: reddito);
- protezione salari: legare lo stipendio a un meccanismo di compensazione dell’inflazione reale (non alla programmata; non alla produttività dell’azienda);
- salario minimo sociale per i flessibili, tra un lavoro e l’altro;
- fisco zero per progetti di riqualificazione professionale (formazione);
- limite al lavoro straordinario;
- defiscalizzazione lavoro pendolare;
- defiscalizzazione investimenti per innovazione;
- riforma reati tributari (falso in bilancio, bancarotta, insider trading etc): inasprimento pene ed esclusione diretta da gare d’appalto pubbliche e private;
- subappalto: obbligo di solvenza e responsabilità civile estesa a tutta la catena appaltante.

(se volete aggiungere, fate pure)

FREE TIBET

Qualcosa da leggere su Limes. Il resto purtroppo è cronaca di questi giorni.



18 MARZO

Fiocco azzurro per Francesco! (Fiocco?)



venerdì 14 marzo 2008

Ze program/3: VOGLIO UN PAESE MASSAIA

Chiusa la parentesi-sfogo sulle prese per il culo del linguaggio politico corrente, parliamo di metodo. Chi mi conosce lo sa: non capisco un cazzo di economia e finanza. Arrivo a mala pena a capire il senso generale di quello che leggo sui giornali, e praticamente solo quando a scrivere è Galapagos de Il Manifesto. Però oggi parlo lo stesso di economia. E di pianificazione.
Esempio: mi ha sempre fatto infuriare l’idea che, se un Paese invecchia, ci si deve preparare a ridurre (non: razionalizzare) la spesa sociale perché sennò cresce troppo. Geniale. Mi stanno dicendo: che sfiga diventar vecchi tra trent’anni, mi spiace. Del resto, anche tu: nascere nei ’70...
Mia mamma, se sa che deve imbiancare perché i muri invecchiano, mette via due soldini in previsione di farlo. Non abbatte i muri.
Se pagando la spazzatura si rende conto che le costerebbe molto meno fare la differenziata, avere meno imballi, mettere meno petrolio di mezzo tra lei e la spesa del supermercato; se facendo benzina vede che usare il metano sarebbe molto meglio e meglio ancora sarà l’idrogeno; e infine se alla riunione di condominio si rende conto che mettersi d’accordo per l’uso del pianerottolo è assai più conveniente che scannarsi, e che cercare di esportare i suoi metodi educativi in altre famiglie è per lo meno inutile, mia mamma che farebbe?
Ciò che è meglio per me, per i miei fratelli, per i miei figli.
Quindi: la mancanza di un’idea, di un progetto, di una pianificazione, di una visione complessiva danneggia una famiglia come una città come uno Stato. Quindi credo che voterò chi nel suo programma proverà a fornirmi un’alternativa, un progetto, uno sguardo sul futuro.
Oppure mia mamma.

Ze program/2: IO CONFLIGGO, E TU?

Altra parolaccia. Non so a voi, ma a me la pax veltroniana fa saltare i nervi: Basta con il conflitto sociale! Siamo il partito di tutti!
Se è uno scherzo, è di cattivo gusto.
Il conflitto sociale c’è, e non sparisce a non nominarlo o ad agitarlo quasi fosse una malattia. E nemmeno è sinonimo di sovversivo no global spaccavetrine.
Lo stipendio di un metalmeccanico, e il suo potere d’acquisto, e le garanzie di sicurezza sul lavoro, e le sue possibilità di accesso alla casa, alle cure mediche, alla scuola, al mondo del lavoro, le sue possibilità di partecipazione alla vita pubblica sono forse le stesse del suo padrone? In termini non-comunisti: come si fa a chiamare nuova una politica economica e del lavoro che si richiama esplicitamente alle politiche liberiste e neoliberiste degli ultimi quindici anni?
Tre lustri in cui la forbice tra abbienti e meno abbienti si è drasticamente allargata su scala mondiale, complice un processo di globalizzazione non regolato, e adesso il conflitto sociale non c’è più? O peggio: devo credere che Veltroni voglia risolverlo? Meno male che sono i comunisti a credere nelle utopie.
La dinamica di una società è conflitto. Il contratto sociale è conflitto. La giustizia sociale si realizza quando a parità di diritti si hanno pari opportunità, è un valore a cui tendere, non un obiettivo di redistribuzione dei redditi nella prossima Finanziaria.
Le candidature tattiche, poi, una presa per il culo. Bello avere gente nuova, magari tra questi c’è anche gente davvero in gamba, non discuto. Ma candidare l’imprenditore e l’operario, il vaticanista e il radicale, il liberista e il socialdemocratico, a casa mia si chiama strategia d’immagine.
Ebbene, io sono per una politica che porti il conflitto sociale sulla bandiera, e che lo gridi: voglio eguaglianza! Voglio pari diritti! Voglio giustizia sociale! Voglio che il padrone/il ministro/la banca/il FMI/la Nato non disponga di me, e dei miei figli. Ma, semplicemente, faccia il suo dovere: fare il bene comune, per quanto è, domani un poco più di oggi, possibile.

Lo strappo

Segnalato da mio fratello. Da Italians, corriere.it

Lettrice:
Caro Severgnini, Tg1 delle 20: passano le immagini di Silvio Berlusconi che strappa il programma del PD. Mia figlia (9 anni) mi guarda e mi chiede: ma se la scorsa settimana diceva che gli avevano copiato il programma, perchè adesso lo strappa? Qualcuno può suggerirmi delle risposte per la bambina?

Risposta di Severgnini:
A sua figlia interessa un posto da editorialista?

lunedì 10 marzo 2008

Un’automobilina per pieeero

Il Normannino cresce e cresce decisamente maschio. 20 mesi, tutta faccia e capelli, parlotta ed è sempre più simpatico. Da qualche settimana ha la passione per pullman, autobus, camion, macchinine et similia. Tanto che le nonne si sono viste costrette (sensazione tipicamente nonnesca) a regalargli modellini di pullman e camion. Gli abbiamo permesso anche di tenere le macchine che ha scovato a casa dei miei, frugando tra i giochi delle sue cugine più grandi. Esemplari che provengono dalla collezione di casa: una celebre cassa di legno verde tutta scrostata, che a quanto pare è scampata alle varie campagne di pulizia del garage.
Quando ci gioca, con le macchinine, è uno spettacolo. Prima di tutto, a lui piace impilarle; l’una sull’altra, o tutte sopra un camion. Poi, le fa correre su qualsiasi superficie disponibile, faccia del papà compresa. E fin qui. Ma letteralmente adora metterle in fila o parcheggiarle in bell’ordine. È che il Normannino sembra portato, all’ordine: mette a posto le nostre scarpe e ciabatte, butta correttamente la spazzatura facendo la differenziata, raccoglie i suoi giochi, mette il tappo ai pennarelli… se ci vedesse qualcuno, penserebbe che lo stiamo allevando per farne una colf.
Infine, da qualche giorno dice “via” (Bia! Bia!) e “mia”: comincia insomma l’autoaffermazione, segno che è molto più consapevole del mondo che lo circonda. Sarebbe cosa degna di riflessioni assai impegnate, se non fosse che ‘mia’ lo pronuncia ‘miaaaaa’: alla maniera di Piero Pelù.
E io mi rotolo dalle risate.